Dying Light 2: recensione, caratteristiche e prezzo

Dying Light 2 è un gioco che tranne per qualche piccola citazione non sembra essere del tutto legato al suo predecessore. Il comparto narrativo in questo secondo capitolo, porta il gamer nel 2033 molti anni dopo il rilascio del virus nel pianeta che ha velocemente decimato intere città.

Il mondo è ricco di infetti e le poche civiltà sopravvissute possono comunicare con l’esterno per mezzo di alcune figure che viaggiano rischiando la propria vita. Queste figure vengono chiamate “pellegrini” e Aiden, il protagonista, è uno di loro. Scopriamo insieme le caratteristiche del gioco e cosa ne pensano gli acquirenti.

La trama del gioco

Aiden, il protagonista del gioco, è alla ricerca della sorella Mia e l’unico indizio a sua disposizione è quello di recarsi verso la città di Villedor, una delle ultime rimaste in piedi. La città ha subito lo stesso trattamento di Harran, città in cui si svolsero gli eventi di Dying Light, rimanendo in lockdown e nonostante fossero infetti, si salvarono dal peggioramento nel resto del mondo.

Villedor è al centro di una faida territoriale tra tre gruppi: sopravvissuti, pacificatori e rinnegati. Dopo le prime ore di gioco si ha la possibilità di scegliere se aiutare un gruppo piuttosto che un altro, affidando ai sopravvissuti il controllo di postazioni chiave come centrali elettriche e impianti idrici.

Favorire il controllo di un gruppo a discapito di un altro è una meccanica di gioco che può avere minimi impatti sulla città di Villedor e che può permettere di avere possibili vantaggi per gli spostamenti parkour, se si sosterranno i sopravvissuti, oppure trappole contro gli infetti qualora si decidesse di sostenere i pacificatori.

La narrazione sembra essere ricca di incongruenze con alcune decisioni prese in determinati momenti chiave, dove il giocatore può ragionare sul lungo periodo pensando di potere avere ripercussioni importanti, per poi alla fine non ottenere nemmeno un risvolto in certe situazioni ma evidenziando solamente buchi all’interno della trama. La scrittura sembra essere così, legata a doppio filo alle “quest” principali che porteranno alla conclusione dopo 24 ore di gioco. Il titolo regala alcune missioni pur non distaccandosi dai canoni più tradizionali delle missioni “open world”.

Benvenuti a Villedor

La mappa del gioco è vasta, ricca di attività da compiere e piacevole da esplorare durante le acrobazie parkour. Nonostante il titolo sia provvisto del tradizionale sistema di quest, vi sono un buon numero di attività che possono essere svolte entrando in alcune zone della mappa, sia interne che esterne.

L’esplorazione sembra essere connessa al sistema giorno-notte che aggiunge alcune meccaniche rispetto al predecessore. La notte è molto più temibile e sarà necessario ragionare bene prima di avventurarsi per missioni di esplorazione avanzate o anche per portare a termine gli incarichi. A causa dell’infezione, Aiden dovrà andare alla ricerca di fonti luminose prima che un timer a schermo scenda a zero, trasformandolo in una creatura orrenda e portando alla fine del gioco.

La notte di Dying Light 2 sembra essere più adatta per l’esplorazione di varie strutture abbandonate del GRE che comprendono i bottini più preziosi o le cosiddette anomalie, ovvero delle boss fight di piccole entità. Proprio come nel primo capitolo, possono attivarsi degli inseguimenti divisi in quattro fasi. All’aumentare delle fasi, aumenteranno anche il numero degli infetti che inseguono e la cattiveria nell’attaccare Aiden.

Al termine della notte il giocatore verrà ricompensato con dei bonus parkour e combattimento a seconda delle azioni compiute. E’ possibile anche decidere di trovare rifugio nei tantissimi nascondigli sparsi nella mappa per riposare e aspettare che arrivi il giorno in pochi istanti.

Il gameplay: corri, salta, combatti

Uno degli aspetti più divertenti del gioco sembra essere il parkour, veloce e personalizzabile con una serie di abilità. La gestione della stamina non sarà a favore del giocatore nelle prime fasi del gioco, per cui è consigliabile potenziare fin da subito quel tratto per facilitare corsa e scalata. Il gameplay gira intorno al movimento, alle arrampicate e alla fluidità del movimento che si genera nei vari salti da un palazzo ad un altro.

Aiden nel corso del gioco sarà equipaggiato con un parapendio, utile per scendere più in fretta dai palazzi e coprire lunghe distanze. Questa armonia si scontra con alcune animazioni a volte poco sincronizzate o tagliate che porteranno ad aggrapparsi in punti sbagliati, che possono generare fastidio se si è inseguiti da una serie di persone infette.

Ciò che sembra non convincere è il combattimento, in quanto secondo alcune recensioni si ha la sensazione che i movimenti siano piuttosto statici e i combattimenti poco stimolanti, ritrovandosi così a dovere aspettare il colpo dell’avversario, parare e compiere un paio di attacchi in loop che saranno sempre gli stessi per le varie tipologie di nemici, infetti inclusi.

Così come per il precedente capitolo, sarà possibile personalizzare il proprio equipaggiamento di armi con un bonus. Correre, saltare tra i tetti può essere utile anche per ottenere materiali. Il titolo è pieno di oggetti da potere raccogliere e il giocatore potrà essere facilitato in questo lavoro grazie al senso di orientamento di Aiden che si trasformerà in una scansione radar per trovare gli oggetti vicini.

I materiali saranno utili per combinarli in oggetti come cure o accessori, come molotov e coltelli da lancio. Se invece, vorrai ottenere profitto dalle tue esplorazioni, saranno presenti dei negozi nei quali potere acquistare o vendere beni preziosi della “vecchia era”.

Nonostante qualche lamentela tra i vari commenti rilasciati dai giocatori, il gioco nel complesso riesce comunque a dare ai gamer varie opportunità e attività da svolgere, dove ogni azione potrà essere utile successivamente per potere aiutare a migliorare il proprio arsenale di armi o aumentare i tratti personali di Aiden tra parkour e combattimento.

Il combattimento

A livello strutturale nonostante una serie di incongruenze più volte evidenziate dai giocatori, nel combattimento sembrano essere concentrati i maggiori problemi del gioco e della trama. Il secondo capitolo come il suo predecessore, prevede una sola azione da svolgere con una serie di armi contundenti e taglienti. Non mancano poi, archi e balestre, numerosi oggetti da lancio ma il punto centrale del gioco sembra essere dato dall’alternanza di attacchi ravvicinati e spostamenti o fughe veloci sfruttando la tecnica del parkour. 

Il problema principale sembra essere legato agli avversari che oltre a non portare mai a una sfida complessa danno vita a un combattimento molto semplificato, quasi arcade, dovuto alla leggerezza fisica che esagera la potenza dei colpi e i conseguenti slanci degli avversari. Le mosse sono molteplici, ma il giocatore può svincolarsi facilmente attaccando o schivando con mosse base, anche se circondato dai nemici.

Caratteristiche tecniche

Dying Light 2 sembra avere un comparto tecnico modesto, non paragonabile all’attuale generazione di console. Di fatti, viene riscontrato un frame rate medio di 45-50 fotogrammi al secondo con dettagli che arrivano al massimo della risoluzione in 2K.

Il titolo è supportato dalla tecnologia DLSS che non appena attivata permette di rimanere fermi sopra i 75 FPS medi con RT attivo. Ci si ritrova quindi, con una versione di gioco che dovrebbe essere ancora migliorata, ma per fortuna l’azienda produttrice è conosciuta per il suo supporto tecnico e infatti, vari aggiornamenti sembra che abbiano già risolto buona parte dei bug, pulito il codice sorgente e ottimizzato il gioco.

Dying Light 2 anche se non fa della grafica il suo punto di forza, resta lo stesso un gioco bello dal punto di vista dell’esplorazione, specie quella notturna con il Ray Tracing attivo. Proprio nelle situazioni notturne, dove si dovrà quasi sempre avere la torcia attiva, è presente un bug in cui ogni “cutscene” la torcia si spegne per poi riattivarsi subito dopo, al termine della scena.

Cosa ne pensano i gamer? Prezzo

Dying Light 2, secondo le tante recensioni presenti in giro per il web, viene presentato dai giocatori come un gioco approssimativo con:

  • molte animazioni mancanti;
  • movimenti assurdi d’infetti e umani che provano a sfruttare salti;
  • risultati talvolta che non rispettano le leggi della fisica;
  • una gestione approssimativa delle collisioni che spesso porta alla frustrazione del giocatore;
  • una sensazione di assenza di controllo.

Nei combattimenti spesso, come si può leggere nelle recensioni, sembra di percepire la sensazione di non capire bene perché una parata o una schivata non siano entrate correttamente oppure ci si chiede come mai un nemico abbia potuto raggiungerci e colpirci velocemente. Nel parkour si possono percepire le maggiori conseguenze di tutte queste approssimazioni, evidenziate dai giocatori.

Correre per le città sembra essere la cosa più divertente del gioco, ma in tante occasioni ci si può incastrare da qualche parte, sbattere o inciampare. Aiden, ad esempio, non si aggrappa correttamente alla superficie oppure rimane appeso quando si cerca in tutti i modi di farlo scendere, durante una fuga o un inseguimento. Tutto ciò non va bene, perché non permette al giocatore di essere padrone dei propri movimenti e del flusso del parkour.

Di contro invece, i giocatori sembra che abbiano apprezzato la struttura e la verticalità di Villedor con i grattacieli da scalare, la geometria che rende piacevoli gli spostamenti a piedi e quelli a bordo del parapendio, sfruttando i migliori appigli con il rampino. Anche i personaggi che si incontrano, pur non essendo eccezionali nelle espressioni, sembrano essere credibili e ben animati, tranne per i modelli standard spesso duplicati a poca distanza l’uno dall’altro. 

Buoni sembrano essere gli effetti sonori, e piacevole l’accompagnamento musicale che prende corpo durante gli incontri più violenti. Il gioco infine, non presenta alcun doppiaggio in italiano, solo i testi sono nella nostra lingua. Purtroppo sono presenti numerosi errori di traduzione, anche grossolani e vari errori ortografici. Il costo del gioco per PS4 si aggira intorno ai 50 euro.