Call of Duty Valguard: recensione e caratteristiche del gioco

Siamo nell’aprile 1945, a Berlino quando il sergente Kingsley è al comando della Task Force 1, una squadra composta da soldati scelti che provengono da tutto il mondo. La squadra venne creata per infiltrarsi tra i nemici e portare alla luce la verità sul progetto Phoenix. Il gruppo viaggia a bordo di un treno, nascosto e nelle vicinanze di Amburgo senza sapere come portare avanti la missione.

Inizia così il capitolo della nuova serie che dopo Call of Duty WWII ha voluto scegliere l’ambientazione della Seconda Guerra Mondiale per narrare la storia di un gruppo di soldati diversi da quelli solitamente conosciuti e dotati di capacità sorprendenti.

Tutti reduci da esperienze che li hanno segnati profondamente, i protagonisti del gioco si ritroveranno ad affrontare situazioni estreme, intrappolati in una Germania nazista. Proprio grazie a questo hanno imparato come trovare la forza necessaria per combattere l’ultima battaglia che stabilirà le sorti del pianeta.

La storia del gioco: la recensione

Call of Duty Vanguard è composto da 9 capitoli che seguono l’impianto narrativo del gioco. Durante la prima missione, che si svolge a bordo di un treno diretto per Amburgo, viene introdotta la Task Force 1 che dopo un sanguinoso scontro finisce per essere catturata dagli uomini del generale Freisinger.

Durante la fase di prigionia, mentre un ufficiale nazista cerca di ottenere informazioni, vengono presentati i protagonisti del gioco, all’interno di flashback ambientati in Normandia, a Stalingrado, nelle isole Midway e nell’isola di Bougainville, in Libia e in Egitto. Ogni personaggio della squadra è caratterizzato da esperienze passate traumatiche che lo hanno segnato:

  • Arthur Kinglslesy: nasce in Camerun, si laurea a Cambridge e si arruola nell’esercito britannico, guadagnando i gradi che lo hanno portato verso missioni molto pericolose, in cui emerge la sua capacità di leader e il suo coraggio;
  • Polina Petrona: si ispira a una cecchina russa con il suo infallibile fucile di precisione e rappresenta un ostacolo per i nazisti che le hanno portato via tutto;
  • Wade Jackson: newyorkese, svolge all’interno della squadra il ruolo dell’americano con una grande capacità che gli ha permesso di abbattere gli aerei nemici e di combattere a terra;
  • Lucas Riggs: australiano, è un esperto di esplosivi dal carattere ribelle. 

Secondo alcune recensioni, la trama di Call of Duty Vanguard sembra essere molto interessante nella sua struttura, ma poco entusiasmante nella pratica. I colpi di scena che vengono messi in atto sembrano essere identici a quelli a cui i players sono abituati da diversi anni e la sola sequenza spettacolare sembra essere quella in cui Paolina si arrampica su un palazzo che sta per crollare nel corso dell’invasione di Stalingrado.

Se dal punto di vista del racconto può avere senso il fatto che la squadra trascorra tutto il tempo dentro una cella, dal lato pratico del gioco la cosa non sembra essere molto apprezzata. Proprio quando la squadra agisce in modo corale, dando luogo al capitolo conclusivo della campagna, ecco che compaiono i titoli di coda.

Il doppiaggio italiano, a proposito della narrazione sembra essere ottimo e contribuisce a dare spessore all’impianto del gioco, anche se spesso vengono lamentati in alcune recensioni problemi di mix dei livelli audio, con alcuni dialoghi che si sentono troppo e altri che non si sento per niente.

Cosa ne pensano i player del gioco?

Probabilmente Call of Duty Vanguard è l’episodio che sembra essere maggiormente influenzato tra ciò che viene raccontato e la parte giocata. Se infatti, per quanto riguarda la storia i personaggi riescono ad avere una buona caratterizzazione, lo stesso non sembra potersi dire per il game-play.

In linea di massima un paio di missioni per introdurre le caratteristiche dei quattro protagonisti possono anche andare bene, ma purché queste abilità decantate vengano poi utilizzate. Capita invece, che all’interno di un livello si entri a fare parte di una sequenza criptata che debba andare necessariamente in certo modo. Un esempio sono le missioni di Polina dove i percorsi che può seguire sono già stabiliti nelle varie missioni e questo fa sì che il tutto possa essere trasformato in una sorta di “quick time event”. Il problema sembra essere maggiormente riscontrato quando si vola a bordo di un aereo nei panni di Wade.

Se Call of Duty Black Ops Cold War cercava in alcuni momenti di dare maggiore libertà introducendo importanti novità con le sue missioni secondarie, gli obiettivi strategici da raggiungere e i finali alternativi, Vanguard non sembra fare altrettanto, ma bensì sembra limitarsi a offrire la tradizionale campagna cinematografica di Call of Duty.

I tentativi di allontanarsi da questa struttura, come quando ci si trova a combattere fra le lande desertiche e si può scegliere la direzione di marcia, sembrano essere lontani. Le stesse abilità speciali, gli ordini di Kingsley, le distrazioni di Petrova, l’adrenalina di Jackson e gli esplosivi di Riggs, appaiono legati a un percorso lineare. Il gun-play sembra essere stabile, ma i tentativi di adattarlo agli strumenti e al contesto della Seconda Guerra Mondiale producono dei dubbi nel corso dei combattimenti, che danno la sensazione che ci sia qualche difficoltà con le hitbox. L’intelligenza artificiale dei nemici sembra essere mediocre: si muovono dietro gli appostamenti ma non individuano la squadra laddove dovesse correre o affiancarla.

L’ultimo capitolo vede lo sviluppo concreto e corale dell’azione con i personaggi che si scambiano velocemente i ruoli e utilizzano le proprie abilità per abbattere i nazisti di guardia a un edificio, ma anche in questo caso questa collaborazione dei protagonisti risulta essere troppo in ritardo.

Modalità Zombie

La si può provare nel corso di alcune missioni multiplayer che vedono la presenza di un’unica sfida a round simile allo “Zombie mode classico”, caratterizzato dal combattimento all’interno di uno scenario che man mano si espande. Impostato a livello narrativo come un prologo, la sfida consente di scegliere uno tra i dodici Operatori disponibili per il comparto multiplayer che includono i quattro protagonisti per poi affrontare insieme ad altri tre giocatori, a round: i “non morti”.

Nello specifico, il player si ritroverà in una piazza circondato da zombie e dovrà attivare una serie di portali per eseguire missioni di vario tipo, che possono ruotare attorno all’eliminazione di una serie di morti viventi oppure portare al completamento di un percorso. Tra una spedizione e l’altra, il giocatore avrà modo di potenziare le proprie armi con i crediti ottenuti, sbloccare perk speciali e creare oggetti di supporto.

Giunti al quinto round, si può optare per un’estrazione e combattere un’ultima battaglia prima di entrare nel varco che riporterà a casa oppure decidere di continuare a giocare missioni caratterizzate da un grado di sfida sempre maggiore e da nemici sempre più numerosi e resistenti, al fine di potere ottenere ricompense migliori.

Nella modalità zombie ci sono tre tipologie di nemici: i non-morti standard, quelli esplosivi che si muovono molto più rapidamente e quelli corazzati, che sparano contro utilizzando mitragliatrici e compaiono nelle fasi avanzate. L’obiettivo del giocatore sarà quello di cercare di sopravvivere ai loro assalti collaborando con i propri compagni e rianimandoli laddove necessario.

Il multiplayer

Se la campagna di Call of Duty Vanguard sembra compiere passi indietro rispetto gli episodi precedenti, non sembra essere la stessa cosa per il comparto multiplayer che invece, sembra essere maturato. La componente online del gioco si basa su un mix di contenuti di qualità e sistema alcune delle criticità riscontrate in Black Ops Cold War per quanto riguardava il gun-play e le animazioni, introducendo interessanti novità sulla progressione e personalizzazione, rivelandosi anche molto accessibile nonostante la grande velocità.

E’ possibile regolare il Ritmo Battaglia, dalla schermata principale multiplayer, un’impostazione inedita che si applica alla “partita veloce” e consente di selezionare tre differenti “preset”, tattico, assalto e blitz, che possono aumentare poco per volta il numero dei giocatori in base alle dimensioni della mappa, in modo da rendere la partita più o meno veloce e affollata. Al di là della playlist principale, tra le voci separate è possibile trovare:

  • il tradizionale “Deathmatch” a squadre: con cui occorre controllare e difendere tre punti strategici all’interno dello scenario di gioco;
  • le due varianti territoriali “Dominio e Pattuglia”: in questo caso il punto strategico da difendere e controllare è solamente uno, ma si muove all’interno della mappa e questo rende la situazione più movimentata.

Ci si potrà cimentare con le mappe del fronte Occidentale, organizzare una partita privata e affrontare un’altra novità del multiplayer la Collina dei Campioni, un torneo a eliminazione nel quale partecipano 8 squadre composte da 2-3 giocatori. In dotazione ci sono 20 mappe e un match-making che si è confermato veloce a server aperti, frequentato da tanti utenti online agguerriti e molto preparati.

Ogni tanto sembra essere presente qualche incertezza, con occasionali episodi di latenza che sembrano verificarsi, secondo alcune recensioni, anche con connessione fibra da 100 Mega.

Ognuno dei dodici Operatori sbloccabili possiede una sua progressione, e il passaggio da un livello di esperienza a quello successivo viene ricompensato con nuovi accessori e personalizzazioni. L’Armaiolo, ad esempio, permette di applicare fino a dieci appendici alle armi, modificandone la precisione, la velocità, la potenza e altre caratteristiche per costruire un equipaggiamento perfetto da salvare negli immancabili slot.

Grafica e suoni

Call of Duty Vanguard possiede un motore grafico nella versione aggiornata 8.0, già utilizzato nel Moderne Warfare con le stesse caratteristiche grafiche per quanto riguarda le luci e un nuovo sistema con elementi dinamici che reagiscono ai proiettili in modo diverso, in base alla superficie rappresentata.

Il sistema di illuminazione sembra dare il meglio nelle sequenze che si svolgono di notte, valorizzando le luci e producendo interessanti riflessi sulle superfici lucide. Nelle fasi iniziali della campagna si viene accolti da una pioggia che reagisce al vento e agli oggetti.

I livelli che vedono come protagonista Polina Petrova sembrano essere i migliori anche da un punto di vista grafico. Prima che la situazione a Stalingrado diventi movimentata, si può andare in casa della ragazza o scendere in strada. Arrampicandosi sui palazzi si ha la sensazione di uno scenario denso anche se sono presenti diverse barriere invalicabili.

I capitoli che compongono la campagna vengono intervallati da sequenze a 30 fps, che dimezzano il frame rate rispetto alla grafica in-game. In alcuni momenti si possono notare asset sfocati che fanno pensare all’utilizzo di una risoluzione dinamica, ma appare inspiegabile come sia possibile che alcuni volti siano privi della necessaria definizione. Le animazioni dei personaggi, secondo le recensioni dei giocatori, sembrano essere convincenti, in particolare quelle facciali e relative alla ricarica delle armi, mentre la colonna sonora accompagna bene l’azione.