Elden Ring è un gioco open world disponibile sul mercato che rappresenta una via di mezzo tra la mappa di gioco di “Skyrim” e la giocabilità della “Hyrule di The Legend of Zelda”. Dal punto di vista ludico, questo gioco può essere identificato come l’insieme di tutte le opere scritte e dirette da Miyazaki, che sembra essere in grado di potere conquistare nuovi e vecchi amanti dell’autore giapponese.
L’ambientazione è una delle più belle tra i giochi FromSoftware con alcune delle migliori quest mai viste prima. Scopriamo insieme cosa ne pensano gli utenti e quali sono le principali caratteristiche del gioco.
Brave New (Open) World
Una delle prime caratteristiche del gioco riguarda l’open world proposto all’interno del titolo, tra i più soddisfacenti e apprezzati dagli utenti. Quando si parla di “open world” ci si riferisce solitamente agli ultimi usciti, ovvero “Skyrim” e “The Legend of Zelda”. Skyrim è stato il primo titolo a introdurre una mappa di gioco immensa ma poco densa. Il secondo, invece, ha rivoluzionato il genere rendendo l’esplorazione un gioco e un enigma da risolvere e affrontare liberamente.
A questi due titoli si aggiunge Elden Ring, diretto da Miyazaki che riesce ad essere una via di mezzo tra le due opere proponendo una mappa immensa ma allo stesso tempo ricca di stimoli, sfide e prove da affrontare. L’Interregno è un modo che sembra avere soddisfatto a pieno gli appassionati, e che può ancora una volta avvicinare a questo gioco chiunque.
Caratteristiche del gioco
Con Elden Ring si abbandona la strada dell’action-adventure per avvicinarsi a un sistema Action RPG tipico della saga di Dark Souls. Da questo punto di vista, Elden Ring rappresenta la somma di tutte le meccaniche souls conosciute in altri giochi. Chi ha giocato a qualsiasi titolo della saga souls probabilmente non troverà alcuna differenza. Il gameplay rimane lo stesso, tornano il backstab, il parry, le statistiche, la barra della vita, della stamina e del mana, oltre al combat system dei giochi passati.

Allo stesso tempo viene introdotta qualche novità interessante: il salto e la possibilità di salire in groppa a una cavalcatura il cui nome è Torrente. Il salto introduce una verticalità che in un souls non si era mai vista prima. Il design dell’Interregno è concepito in modo da potere essere apprezzato da ogni angolatura, in quanto sarà sempre il giocatore a scegliere da che parte guardarlo e affrontarlo. Saltare per salire su un precipizio, concedersi una postazione di vantaggio o percorrere la strada tracciata dal sentiero, sarà sempre una scelta del giocatore a cui verrà consentito di scegliere la modalità di gioco che più preferisce.
La cavalcatura può rendere più veloce e meno frustante il passaggio da un posto a un altro dell’Interregno e allo stesso tempo può essere sfruttata in combattimento. In Elden Ring si potrà combattere in groppa a Torrente mentre si è in zone aperte dell’Interregno. Il combattimento a cavallo, secondo alcune recensioni degli utenti non sembra essere dei migliori.
Da un lato consente una gestione più sicura e tattica dello scontro, poiché Torrente è molto veloce e si ha la possibilità di sferrare un attacco e scappare fino a quando il nemico non verrà abbattuto, ma dall’altro lato le azioni e gli attacchi, che si possono effettuare cavalcando Torrente, sembrano poche così da rendere i combattimenti monotoni e noiosi.
I players storici dei souls probabilmente non sceglieranno di affrontare varie sfide dell’Interregno insieme alla cavalcatura ma allo stesso tempo non deve essere sottovalutata la possibilità che questo tipo di gioco possa fare avvicinare molti giocatori a un souls per la prima volta. Nella saga di Dark Soul ogni sfida va studiata prima di essere superata. L’open world di Elden Ring, grazie alla cavalcatura, al raggio di backstab più ampio, ai parry semplificati riesce ad essere accessibile e più facile da affrontare. Ciò non vuol dire che il gioco sia semplice da superare.
Legacy Dungeon
Tutto ciò che abbiamo detto finora riguarda l’open world di gioco. Tutto cambia quando ci si ritrova alle prese con un Dungeon. In Elden Ring sono presenti due diverse tipologie di Dungeons: caverne oppure classici mini labirinti con un boss alla fine e i Legacy Dungeon.
I Dungeon standard sono sparsi in varie zone dell’Interregno e ricordano in qualche modo i “Chalice Dungeon” di Bloodborne. Non manca per l’appunto una certa ripetitività e un riutilizzo a volte molto frequente dei nemici. Allo stesso modo, sono molto importanti da affrontare perché assicurano tesori, rune da spendere per avanzare di livello o acquistare nuovi oggetti. Alcuni di questi sapranno regalare ai players sfide ardue che metteranno alla prova le abilità da giocatore.
Passando ai Legacy, si parte dal presupposto che sia nei Dungeon standard che nei Legacy Dungeon, Torrente non potrà essere utilizzato. Si torna al gameplay e al combat system tradizionale dei souls. I Legacy sono Dungeon molto vasti, che vanno immaginati come mappe molto coerenti e ben strutturate dal punto di vista del map e del Level Design.
Si tratta di microcosmi abilmente inseriti nell’Interregno e che sapranno stupire per varietà e segreti da trovare. Affrontare un Legacy Dungeon è come trovarsi dinnanzi un’intera area di gioco di un capitolo di Dark Souls, con la differenza che in Elden Ring il Legacy è contenuto all’interno dell’area di gioco e non al contrario. I boss finali dei Legacy Dungeon sembrano essere ben costruiti e sviluppati.
Lore: background narrativo e ambientale
Il lore è un termine che viene utilizzato dagli appassionati di questa tipologia di giochi per indicare il contesto, il background narrativo e ambientale che si nascondono dietro le avventure dell’avatar del giocatore. Si sa, che i souls da sempre propongono una narrativa silenziosa e in questo senso, Elden Ring non fa alcuna eccezione. La lore è stata scritta dallo scrittore statunitense R.R. Martin che ha curato in particolare il background narrativo ispirandosi:
- alla mitologia celtica: dove assumono un significato emblematico i fiori e gli alberi;
- alla mitologia finlandese: per la complessità degli intrighi e delle azioni dei vari personaggi;
- alla mitologa norrena: per il tipo di creature e crudezza.
La penna dello scrittore Martin si può notare nelle fasi avanzate del gioco dove è possibile completare e seguire alcune quest che sembrano essere uscite direttamente dal mondo de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Anche in questo caso, si è optato per una struttura delle quest che fosse più accessibile a una vasta gamma di giocatori. Seppure non venga detto esplicitamente cosa fare per portare avanti le quest, in Elden Ring ogni personaggio aiuta a fare capire come proseguire la propria storia, rendendo il gioco simile a Sekiro piuttosto che a Bloodborne.
La storia di Elden Ring, per quanto criptica, è pervasa da dolori generati da guerre, gelosie di antichi lord. I player vestiranno i panni dei Senzaluce, banditi ed esiliati. In un momento preciso della storia i giocatori saranno richiamati al mondo dell’Interregno e, quindi, a iniziare un percorso di rivalsa per diventare i nuovi Lord Ancestrali. La trama di fondo non si distingue molto dal primo Dark Souls, tranne che nella modalità di racconto e nella profondità delle quest proposte in quanto sembra essere superiore.
Comparto tecnico e art direction
Nell’ambito tecnico alcuni giocatori hanno dichiarato, nelle varie recensioni, di avere provato il gioco su PlayStation 5. Su PS5 il gioco sembra mantenere stabili i suoi 60 FPS in modalità performance con dei tempi di caricamento che sembrano essere inesistenti, considerando l’ampiezza del gioco. Da questo punto di vista Elden Ring è stato reso il titolo più giocabile dell’intero catalogo della casa giapponese.
Allo stesso tempo, si tratta di un gioco cross generazionale. La qualità dei modelli poligonali non sembra essere paragonabile a quella dei titoli pensati per la next gen. Sul fronte tecnico il titolo mostra i suoi anni di esperienza, cosa che invece non si può dire per l’art direction. In tal senso ci troviamo di fronte a uno dei giochi più belli e ispirati che si possano vedere su qualsiasi schermo. L’art direction saprà senza dubbio regalare attimi di bellezza artistica in ogni angolo dell’Interregno. Il design delle armi, dei mostri, delle armature e degli NPC sapranno conquistare chiunque.
La colonna sonora non è pomposa e incalzante, come viene spiegato da vari giocatori nelle recensioni, durante le esplorazioni, ma piuttosto si presenta come un sottofondo costante fatto di piccoli suoni interrotti dal rumore delle spade e degli zoccoli di Torrente. Lo stesso produttore Miyazaki ha affermato di essersi ispirato alle atmosfere di “Shadow of the Colossus”. Anche la colonna sonora di Elden Ring interpreta una musica più epica e altisonante solamente durante le boss fight: alcune tracce, come affermato in alcune recensioni presenti in giro per il web, sapranno fare venire i brividi.
L’interfaccia sembra essere un po’ arretrata e troppo vicina a quelle opere precedenti: la sua struttura è simile a quella di Dark Souls III. Sarebbe bello potere vedere qualcosa di nuovo che sappia distinguere bene le varie IP della stessa casa di sviluppo. Per quanto riguarda il multiplayer non sempre sembra riuscire ad essere stabile, specie nel PvP. La modalità cooperativa sembra essere più accessibile, in quando non sarà necessario dovere cambiare forma tramite “umanità” o “braci” da spendere. In Elden Ring utilizzando un consumabile che si può facilmente trovare, si potrà attivare presso piccole statue la possibilità di evocare altri giocatori in questo mondo, per dare una mano nel corso dell’avventura.