Tom Rider Definitive Edition: recensione, caratteristiche e prezzo

Non si può dire che per la XBox One e PS4 sia stata proprio una partenza eccezionale, dopo il lancio di entrambe si sono susseguiti una serie di problemi che hanno spinto i più appassionati ad aspettare l’arrivo dell’esclusive più attese. Una fra queste è sicuramente Tomb Rider, che arriva con una “Definitive Edition” pensata per estrapolare il meglio dagli hardware di ultima generazione.

La scelta di fare uscire questo “remake” ad alta definizione ha interessato appassionati e giocatori che si sono ritrovati a discutere su vari aspetti del gioco. Nonostante il titolo di questa versione sembri accennare a qualcosa di definitivo, gli aggiornamenti rispetto al prodotto originale sembrano essere puramente tecnici e non sembra essere stato aggiunto alcun contenuto di rilievo.

In tanti sembra che si siano posti la domanda se effettivamente ne valesse la pena di acquistare a un prezzo non proprio indifferente questa edizione del gioco, quando in alternativa quella “base” è possibile trovarla nei negozi a un costo più contenuto. Scopriamo insieme quali sono le principali caratteristiche del gioco e cosa ne pensano gli appassionati.

A chi si rivolge questa edizione del gioco?

Prima di vedere nello specifico quali siano le principali caratteristiche di questa nuova versione del gioco, vediamo a chi si rivolge. I miglioramenti apportati sul versante tecnico, nonostante siano evidenti, sicuramente non sembrano avere cambiato il giudizio sulla produzione.

Il titolo del gioco sembra avere emozionato e non poco, i più appassionati anche se alcuni si sarebbero aspettati, secondo varie recensioni rilasciate sul web, di ritrovarsi a fare i conti con un “action adventure” di ultima generazione, con un tessuto narrativo più intrecciato e un gameplay più coinvolgente.

Caratteristiche tecniche: cosa ne pensano i giocatori?

Dopo i primi secondi di intro, mal diretta e poco rifinita da un punto di vista tecnico secondo quanto si può leggere in molte delle recensioni dei giocatori rilasciate sui principali blog, la “Definitive Edition” di Tomb Raider pone l’accento su alcuni evidenti miglioramenti grafici che sembrano essere considerati l’unica differenza di rilievo rispetto l’episodio “base”.

La maggiore potenza di calcolo delle console moderne ha concesso agli sviluppatori di inserire su console “feature” grafiche inedite o che precedentemente erano utilizzate esclusivamente per la versione PC. Tra queste, quella che sembra avere maggiormente colpito l’attenzione dei giocatori sembra essere quella assicurata dall’utilizzo della tecnologia “TRESS FX”, che può governare la chioma di Lara che si muove al vento del Triangolo del Diavolo, in modo più che realistico.

Un’altra caratteristica che differenzia questa versione dalla precedente è l’illuminazione, che adesso sembra essere in grado di ricreare in modo realistico il sudore, il sangue, il fango e altri effetti speciali sul modello poligonale di Lara, proponendola nel complesso in modo più realistico. La protagonista, non sembra essere stata l’unica ad avere potuto beneficiare delle attenzioni meticolose degli sviluppatori, come viene mostrato dal maggiore dettaglio con cui le ambientazioni sembrano essere state ricostruite.

La definizione a 1080p originale si sposa perfettamente con la nuova illuminazione fisica, modernizzando le già conosciute ambientazioni della precedente versione dal titolo “Crystal Dynamics”. Gli effetti particellari, adesso, sono mostrati in tutte le differenti condizionali ambientali con esplosioni e propagazioni di fiamme. I “close-up” e le “cut-scene” mostrano, però, strutture spigolose e presentano molti elementi statici nelle ambientazioni. La tanto promessa interattività sembra scontrarsi con i limiti strutturali di uno sviluppo pensato per la generazione precedente e non sembra presentare particolari novità che possono cambiare la percezione del titolo.

Il framerate punta ai 60fps su PS4 e di contro sembra essere ancora fermo ai 30 su Xbox One. I portavoce del team di sviluppo sembra abbiano confermato questa differenza, sostenendo che i 30fps possano bastare per il tipo di esperienza di gioco che Tomb Raider vuole offrire. L’aumento di fluidità è piacevole per un giocatore allenato ma non si tratta di un’aggiunta importante come invece potrebbe essere per altri giochi simili. La “Definitive Edition” inoltre, scatta molto in prossimità dei caricamenti o dell’accesso alle nuove zone, probabilmente per via del prezzo a cui viene proposta.

Avventura del gioco: Lara e le sue abilità

Nelle intenzioni degli sviluppatori questo Tom Raider ha voluto rappresentare una ripartenza della saga, che si era persa strada facendo tra i capitoli riproposti e i vari remake. Un titolo pensato per tenere conto delle nuove conquiste ma che al contempo non dimenticasse la sua eredità, legata al maggiore senso di libertà e alla voglia di esplorare.

Molti giocatori non sembrano avere apprezzato la presenza di scalate simili a quelle della serie Uncharted, quindi, guidate e automatiche. L’isola in cui Lara si trova intrappolata è suddivisa in macro sezioni, al centro delle quali si possono trovare delle aree abbastanza vaste. In queste zone, ma non solo, si può riscoprire tutta la potenza dell’avventura tipica di Tom Raider. Gli “hub” sono delle gole scavate nelle pendici delle montagne, oppure valli in cui la crescita della vegetazione è dovuta alla presenza di un piccolo ruscello.

Le scalate si integrano in modo efficace e non sembrano essere particolarmente limitanti, con la presenza di qualche salto non pre-calcolato, che segue le orme dei vecchi “Prince of Persia” e degli attuali “Assassin’s Creed”. Il gioco sembra funzionare non solo per la presenza dei numerosi “collectible” ma anche per le componenti “survival”. Nelle ambientazioni si possono trovare:

  • materiali di recupero, che Lara può accumulare per migliorare il suo equipaggiamento e acquistando esperienza, potrà sbloccare varie abilità, classificate per tipologia;
  • skill che possono aiutare a migliorare la capacità di osservazione di Lara, evidenziando oggetti e bersagli quando è attiva la “survival view” e altre che invece, possono rendere Lara più temibile durante i combattimenti;
  • abilità di sopravvivenza che consentono di guadagnare risorse dalla caccia e dalla raccolta di piante;
  • risorse che permettono di potere aiutare a migliorare tutta la strumentazione dell’archeologa, potenziando il telaio dell’arco, ad esempio, per consentire a Lara di tenerlo con più forza;
  • armi da fuoco a cui possono essere applicati vari miglioramenti: stabilità, capacità e potenza di fuoco.

Conclusioni

Le sequenze action sono presenti in dosi non troppo massicce e sembrano essere sempre ben studiate. Il sistema si rivela sempre molto dinamico, con Lara che si ripara alle spalle degli oggetti in modo totalmente automatico, senza la necessità da parte del giocatore di dovere premere i tasti. Quello che sembra essere molto apprezzato dai giocatori è il feeling diretto degli scontri. Per cadere sotto i colpi dei nemici servono pochi proiettili, quindi, è consigliabile procedere a testa bassa.

E’ necessario giocare d’attesa, aspettare che le raffiche di proiettili finiscano e uscire allo scoperto nel frattempo che gli avversari si ricaricano, alla ricerca di un headshot. Le sparatoie di Tom Raider sono quasi sempre momenti molto crudeli con la possibilità di agire utilizzando l’arco piuttosto che i proiettili. In prossimità degli avamposti nemici, le frecce mettono fuori gioco i fari che illuminano la zona, lasciando campo libero a Lara che sembra rivelarsi una predatrice attenta e letale. 

Tomb Rider, tranne per qualche aspetto utilizzato un po’ troppo negli adventure degli ultimi cinque anni, sembra funzionare ed avere un proprio equilibrio. L’elemento centrale dell’esperienza sta nella continua ossessione per la raccolta delle risorse, una componente fondamentale del gioco che spinge verso l’esplorazione attenta e precisa delle aree di gioco. Alla ricerca delle tombe segrete, Lara può recuperare enormi quantità di materiali. Ancora una volta il mix di arco, dinamiche di caccia, e prontezza del gioco sono gli elementi che più sembrano essere apprezzati.

Dopo anni di produzioni moderate, Tomb Raider torna a mostrare il lato oscuro dell’animo umano e tutta la forza necessaria che serve per opporvisi. Il lavoro che passa per la lettura dei diari, il recupero dei reperti è davvero molto attento e preciso, intrecciato con una mitologia che poggia su credenze reali e sembra andare oltre, nel paranormale sempre con discreta eleganza. In linea di massima, dalle varie recensioni degli utenti sembra essere complessivamente un gioco che viene consigliato a tutti coloro che amano le scalate automatiche, le cut scene hollywoodiane.